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Anima e iPad

iPad e anima sono gemelli? Da questa domanda parte la riflessione che pone sullo stesso piano, o quasi, il soffio di vita eterno ed il moderno dispositivo tecnologico.

Platone diceva che l’anima assomiglia a un libro in cui uno scrivano scrive dei discorsi, e in cui un pittore dipinge immagini. Non è forse quello che avviene nella nostra mente quando pensiamo? E non è forse quello che avviene nell’iPad? Una delle più vecchie immagini dell’anima, che si ripresenta sistematicamente nella tradizione filosofica e nel senso comune, la descrive come un supporto scrittorio, come una tabula di cera, come una pagina bianca, utile per fissare la memoria. E la mente si rappresenta attraverso l’immagine di un supporto esterno per scrivere, il supporto esterno viene spesso trattato come se fosse una mente, per esempio quando si dice senza difficoltà che l’iPad ha 64 giga di memoria.

Il tablet esterno, l’iPad, può quindi considerarsi l’estensione della tabula interna, permettendo così di preservare la memoria e di mantenere un pò di anima.

A mettere in relazione l’anima con l’iPad è la stessa rappresentazione tradizionale dell’anima: già presso i Greci, era quella di una tabula, una tavoletta di cera in cui si imprimono discorsi, sensazioni, ragionamenti. E così, oggi, noi conserviamo tutti i contatti della nostra vita, tutti i pensieri, i progetti, ed anche cose oramai dimenticate, all’interno della tavoletta meglio conosciuta come iPad, come in una specie di inconscio.

E così la grande biblioteca di Alessandria adesso è sempre con noi, si estende ed allo stesso tempo diventa portatile, avendo a disposizione molti più testi, molte più registrazioni, e molta meno carta. Nel complesso, è una crescita della cultura.

Sempre secondo Ferrari, l’aspetto più significativo, dal punto di vista filosofico, sta nel fatto che l’iPad ha decretato la vittoria dell’antichissima forma di tecnologiala scrittura, sulla voce.


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